Blog GECO

 

Artists Need to Create on the Same Scale that Society Has the Capacity to Destroy (2006), Lauren Bon and The Metabolic Studio © Lauren Bon and The Metabolic Studio. Photograph by Joshua White.

 

Guardare alla scienza e alla tecnologia attraverso la poesia di un umanesimo scientifico.

Guardare a GECO come ad un progetto, non solo innovativo, ma culturale, adottando una prospettiva transdisciplinare.

Questo l’obiettivo del BLOG di GECO che racconterà, a partire da adesso e per i prossimi mesi, il “cosa”, “chi”, “quando”, “dove”, “perché” e “come” del progetto, scegliendo di avvicinarsi al tema delle energie rinnovabili e della transizione energetica attraverso un approccio multidisciplinare, trasversale alla sociologia, all’antropologia, all’arte, alla letteratura, alla filosofia e, più in generale, alle scienze sociali che compongono la nostra “ecologia dei saperi”.

Una sorta di diario di bordo in cui articoli, immagini, racconti e documenti (reali ed immaginari) costruiranno una mappa cognitiva per pensare assieme. Un laboratorio dentro il laboratorio per riportare l’uomo al centro dell’ambiente.

 

Qui comincia GECO

Cosa?

GECO è il progetto di gestione comunitaria della risorsa energetica locale che riduce le distanze tra produzione e consumo, promuovendo l’autoconsumo e/o lo scambio interno di energia prodotta in loco. Oltre a sperimentare e analizzare gli aspetti tecnici, il progetto vuole evidenziare anche gli ulteriori benefici che deriverebbero a cittadini e imprese da scenari che verranno resi possibili quando la normativa italiana sarà adeguata alla Direttiva Europea 2001/2018/UE.

Chi?

GECO è un insieme di soggetti, pubblici e privati, accomunati da un obiettivo condiviso: testare e sviluppare soluzioni innovative per rendere il sistema energetico locale più efficiente e resiliente, puntando sulla figura dei prosumers, cittadini che, svincolandosi dal ruolo di consumatori passivi, svolgeranno un ruolo attivo nel processo di creazione, produzione, distribuzione e consumo dell’energia. In rapporto sinergico tra loro, lavorano alla realizzazione del progetto:

AESS – Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile (coordinatore di progetto);

UniBo – Università di Bologna;

ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile;

Agenzia Locale di Sviluppo Pilastro/Distretto Nord-Est;

CAAB – Centro Agro Alimentare di Bologna;

la Comunità di cittadini e imprese che decideranno di aderire al progetto.

Agli stakeholders e partners istituzionali, si aggiunge il finanziatore del progetto, Climate-Kic, la comunità nata per diffondere la conoscenza, promuovere l’innovazione nella sfida ai cambiamenti climatici e favorire lo sviluppo e la creazione di una società low carbon. Credendo nelle potenzialità offerte da un approccio creativo corale e diffuso, il progetto si alimenterà del contributo di coloro che, con le loro esperienze e competenze, parteciperanno alla crescita di una comunità che, ancor prima di essere energetica, è territoriale.

Quando?

Il progetto, cominciato nel settembre del 2019, si concluderà nell’agosto 2022, per un periodo complessivo di 35 mesi.

Dove?

Il campo di lavoro del progetto è il rione Pilastro di Bologna che, nato come quartiere “satellite” per lo sviluppo di residenza pubblica in una fase di forti flussi di immigrazione dal Sud Italia, per dimensioni e risorse presenti al proprio interno, potrebbe essere considerato un “quartiere”. All’area del Pilastro si aggiunge la zona Roveri, un’area industriale collocata a nordest di Bologna, compresa fra il grande scalo ferroviario di San Donato, la tangenziale e la storica strada San Vitale, che in questo tratto prende il nome di via Enrico Mattei. Insieme le due aree identificano il Distretto Pilastro-Roveri.

Perché?

La transizione verso modi di produzione e consumo più sostenibili è diventata una delle grandi sfide della contemporaneità. La fine del localismo energetico e l’affermarsi di una società high-carbon, dominata dal principio della massimizzazione del profitto “a qualsiasi costo”, hanno determinato l’attuale  geopolitica internazionale e generato instabilità, diseguaglianze e iniquità sociale. Se la transizione energetica è necessaria in termini di sostenibilità ambientale, essa non potrà pienamente realizzarsi senza una gestione congiunta di problemi ambientali, sociali ed economici che utilizzi un approccio co-evolutivo e interattivo, data l’inseparabilità e l’influenza reciproca del cambiamento sociale e tecnologico. Una transizione energetica richiede cambiamenti culturali, materiali ed immateriali, basati sul risparmi energetico e l’efficienza dei consumi.

Come?

Ibridazione e contaminazione di conoscenze provenienti da discipline diverse sono termini sempre più utili per descrivere nuovi percorsi di analisi della realtà circostante e possibili ipotesi future. La complessità dei problemi della società attuale richiede sempre più soluzioni che non possono essere sviluppate all’interno dei confini di una singola disciplina ma che necessitano di una nuova epistemologia, di “ecologia dei saperi” che integri la conoscenza scientifica, con altre forme e conoscenze del sapere, come l’arte, la filosofia, l’ecologia, la sociologia. Ragionare sulla realtà in modo creativo è uno dei propositi di GECO, un progetto di green economy realizzato in un contesto spazio-temporale specifico, ma anche un’opportunità per offrire una diagnosi critica del presente, che abbia quale elemento costitutivo la possibilità di offrire alternative per conseguire una società più giusta e libera.