Caldaie a condensazione

Sono attualmente le caldaie dall’efficienza più elevata in quanto riescono a raffreddare i fumi della combustione, ricchi di acqua, al di sotto del punto di rugiada recuperando una notevole quantità di calore (calore latente di condensazione) che altrimenti andrebbe sprecato. Il calore recuperato viene poi utilizzato per preriscaldare l'acqua del circuito di ritorno dell'impianto. In questo modo la temperatura dei fumi di uscita è molto bassa (fino a 40°C), ben inferiore quindi ai 110-130°C dei comuni generatori non condensanti
 
Le caldaie a condensazione esprimono il massimo delle prestazioni quando vengono utilizzate in abbinamento a impianti che funzionano a bassa temperatura (30-50°C), come ad esempio con impianti a pannelli radianti, riscaldamento a pavimento o a zoccolino; il loro utilizzo è però assolutamente raccomandabile, purché i parametri di funzionamento siano opportunamente regolati, anche quando l’emissione del calore avvenga da terminali ad alta temperatura quali radiatori, ventilconvettori, aerotermi, ecc.
 
Per poter installare un generatore di calore a condensazione è necessario il cosiddetto “intubamento” della canna fumaria, occorre cioè introdurre nel camino di evacuazione dei fumi un condotto in materiale plastico o metallico che sia in grado di resistere alla corrosione della condensa acida presente tra i prodotti della combustione. L’operazione dev’essere condotta a regola d’arte, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa cogente e dalla normativa tecnica di settore (norme tecniche UNI 10845, UNI 13384, UNI 11071), impiegando materiale dichiarato idoneo dal fabbricante.

Incentivo disponibile
Detrazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici (65%)