Certificati Bianchi tra successo e criticita’. In arrivo i nuovi obiettivi nazionali

L’uscita del secondo Rapporto Annuale dell’Autorità per l’Energia sui “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE o “certificati bianchi”), dà modo di trarre un bilancio al termine del secondo anno di funzionamento del sistema e fare alcune considerazioni sui suoi punti di forza e criticità. Da un lato infatti emerge che il numero di titoli emessi dal 1 giugno 2006 al 31 maggio 2007 è risultato pari a quasi due volte l’obiettivo complessivamente assegnato per l’anno 2006 e che i risparmi certificati sono stati pari, nel medesimo anno, a circa cinque volte la quantità minima di titoli richiesta per gli usi elettrici e a circa il 160% per quelli del gas. D’altro canto questa sovrabbondanza di titoli, soprattutto nel settore dei risparmi elettrici (certificati di Tipo I), ha fatto crollare il loro prezzo a circa 30 euro/Tep risparmiato dagli 80 euro/Tep dai quali si era partiti, facendo così diminuire anche la convenienza economica degli investimenti votati all’efficienza energetica. Occorre poi notare che tra le tipologie di interventi finanziati prevalgono nettamente (55%) gli usi elettrici nel settore civile, il che significa in pratica che gli obblighi di risparmio vengono ottemperati dai distributori regalando lampadine fluorescenti compatte e riduttori di flusso. Tutti gli altri interventi risultano pochissimo incentivati: di solito meno del 10% dell’investimento effettuato può essere recuperato tramite i certificati bianchi. Questo, secondo i critici, significa che i TEE non riescono ad essere determinanti nella decisione di implementare un determinato progetto di risparmio energetico, dunque non sarebbero in grado di generare risparmio aggiuntivo rispetto a scelte che sarebbero state prese comunque.

Nel corso del convegno “I certificati bianchi verso la maturità” organizzato dalla FIRE nell’ambito di Ecomondo 2007 è giunta dal rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico, Daniele Novelli, la notizia che presto sarà emesso un decreto per fissare i nuovi obiettivi nazionali di risparmio energetico, che saranno notevolmente alzati in linea con i nuovi impegni che l’Italia dovrà assumere nell’ambito della politica comunitaria del cosiddetto “20-20-20 al 2020”. Inoltre sarà ampliata la base di coloro che avranno obiettivi di risparmio energetico obbligatori da conseguire, abbassando la soglia minima da 100.000 a 50.000 clienti per i distributori di elettricità e gas e aggiungendo quelle imprese che hanno attualmente l’obbligo di nomina dell’Energy Manager. Queste misure, assieme alla bancabilità illimitata dei titoli (attualmente il titolo ha una data di scadenza, il che obbliga l’investitore a venderlo anche in condizioni di mercato sfavorevoli) dovrebbero favorire la ripresa dei prezzi dei certificati e la conseguente convenienza economica degli interventi di efficientamento.

 

(redazione AESS)

Il secondo Rapporto Annuale sul meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica

http://www.autorita.energia.it/ee/rapporto_07.pdf