Dal “treno a vela” belga all’off-shore spagnolo: nuovi impianti e nuovi record in Europa

Mentre la compagnia iberica Iberdrola Renovables, favorita dalla recente legislazione spagnola in materia, rivela di volere sviluppare sulle coste spagnole progetti di eolico off-shore per un totale di 3 mila MW che dovrebbero essere operativi tra il 2011 e il 2015, il gestore della rete ferroviaria belga – Infrabel – ha approvato il progetto “Treno a vela”, consistente nell’installazione di un parco eolico, la cui costruzione comincerà nel 2009 e vedrà una messa in servizio progressiva a partire dal 2010, composto da 20 pale della potenza unitaria da 2 a 2,5 MW, che sarà posizionato lungo la linea ad alta velocità Lovanio-Liegi. Permetterà di produrre circa 100 GWh l’anno che saranno direttamente immessi nella rete ferroviaria: nella situazione più favorevole (vento sufficiente e consumo elettrico della rete ferroviaria nella media), i treni circolanti su quel tratto di rete risulteranno dunque interamente alimentati col vento, da cui il nome del progetto.

Ma al di là delle singole iniziative sono i dati globali che vengono dal continente a non smettere di stupire: in Spagna lo scorso sabato 22 marzo, intorno alle ore 18, l’eolico ha stabilito un nuovo record di copertura della domanda elettrica, 40,8% con 9.862 MW in funzione. Lo ha comunicato in una nota stampa l’associazione delle imprese eoliche spagnole (AEE) che ha anche segnalato che nel corso della settimana di Pasqua questa percentuale ha oscillato tra il 20 e il 35%.

Secondo “IG Windkraft” Austria (che cita dati EWEA e Platts PowerVision), poi, nel corso del 2007 l’eolico è diventato il primo settore energetico in Europa per nuova potenza installata, con 8.554 MW contro gli 8.226 MW delle centrali a gas metano. La potenza eolica di 56.535 MW oggi presente in Europa produce annualmente 119 miliardi di kWh di energia elettrica (un terzo del fabbisogno elettrico italiano) e contribuisce, in media, al 3,7% del fabbisogno elettrico Europeo (in Germania l’8%, in Spagna il 10% e in Danimarca il 20%).

(redazione AESS/Qualenergia)