Due crisi energetiche, nessuna risposta ?

I consumi energetici mondiali continuano a crescere: secondo un recente rapporto dell’International Energy Agency (The IEA Medium Term Oil Market Report), nei prossimi cinque la domanda di petrolio crescerà più di quanto ci si poteva attendere dalle stime precedenti, il 2,2% all’anno, mentre la stima era del 2%. Al 2012 si produrranno ogni giorno 95,8 milioni di barili di petrolio, contro gli attuali 83 milioni. Al contrario, la produzione/estrazione tenderà a diminuire, causando forti rischi per le forniture di energia mondiali. Poi gli stessi fenomeni toccheranno al gas naturale. Per bilanciare il mercato occorre aspettarsi un rialzo dei prezzi, un calo della produzione e l’assottigliamento delle riserve dei paesi OCSE, questo dice in sintesi la IEA.

Allo stesso tempo un recente studio Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea sottolinea come perfino nell’UE, nonostante gli stati membri abbiano adottato con successo vari provvedimenti per ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO2 associate, il consumo di elettricità del settore residenziale dell’Unione allargata a 25 è aumentato, tra il 1999 e il 2004, ad un ritmo comparabile al PIL globale (10,8%).

Prendendo spunto dal rapporto IEA il columnist Gideon Rachman, dalle colonne del Financial Times, spiega come il mondo si stia scontrando con due crisi a carattere energetico: la scarsità delle risorse rispetto alla domanda e i cambiamenti climatici, ma non ha ancora alcuna concreta risposta da offrire. Rachman mette in luce la schizofrenia dei paesi industrializzati che per affrontare la prima crisi energetica sono alla ricerca disperata di fonti fossili e per affrontare la seconda, quella ambientale, cercano di ridurle. Ma il punto di incontro e la soluzione c’è ed è nell’efficienza energetica, nel risparmio e nello sviluppo delle fonti rinnovabili. Il problema è che, con tali crisi energetiche alle porte, lo sviluppo delle rinnovabili non sarà sufficientemente rapido per scongiurarle. Lo stesso vale per il nucleare, tanto che l’autore riferisce di un recentissimo rapporto che afferma che servirebbero 4 reattori al mese da qui al 2070 per incidere concretamente sul riscaldamento globale.

L’articolo cita anche un intervento di Nicholas Stern, autore del vitatissimo rapporto sui cambiamenti climatici ed economia mondiale, alla London School of Economics. Stern si dice fiducioso sulle potenzialità e sulla rapidità di diffusione delle rinnovabili, anche se è cosa molto difficile. E aggiunge che “se non ci riusciremo saremo veramente nei guai”.


(redazione AESS)

Il rapporto del Joint Research Centre sull’andamento dei consumi elettrici europei (in inglese)
http://re.jrc.cec.eu.int/energyefficiency/pdf/EnEff%20Report%202006.pdf

Ordina il Medium Term Oil Market Report della IEA (in inglese)

http://omrpublic.iea.org/mtomr.htm

L’articolo del FTThe world has two energy crises but no real answers” (in inglese)

http://www.ft.com/cms/s/0a97e57e-2e34-11dc-821c-0000779fd2ac.html