Energia: la posizione italiana riguardo alle politiche comunitarie

E’ stato illustrato a Bruxelles dal ministro per le Politiche Comunitarie Emma Bonino il “Position Paper” del Governo italiano sul tema energia: si tratta del documento che riassume le posizioni italiane riguardo alle politiche per efficienza, risparmio e rinnovabili adottate dalla UE. In esso le fonti rinnovabili vengono considerate “il centro del triangolo Lisbona-Mosca-Kyoto”, cioè contribuiscono a realizzare allo stesso tempo tre obiettivi, rispettivamente, per l’innovazione tecnologica e la competitività, l’indipendenza energetica dai Paesi terzi e la riduzione delle emissioni di gas serra.

Il documento ritiene poi essenziale la costruzione di roadmaps che dovrebbero indicare come raggiungere, nel corso di questi anni, gli obiettivi che l’Unione si è posta nei diversi settori (elettricità, riscaldamento/raffreddamento, biocarburanti), includendo un quadro coerente per gli incentivi. La cosa, secondo il governo italiano, dovrebbe avvenire sulla base dell’effettivo potenziale nazionale di ogni Paese e non essere un flat rate, ovvero una percentuale applicata uniformemente a tutti, altrimenti si rischia di non centrare gli obiettivi e di mettere a rischio la credibilità di tutto il sistema . Altra tematica centrale del documento riguarda il commercio di energia prodotta da fonti rinnovabili: secondo il Governo, per il raggiungimento del target del 20 per cento di energia rinnovabile, occorrerebbe disporre di un meccanismo chiaro ed affidabile che consenta ad ogni paese di incorporare l’import e scorporare l’export da detta quota , in modo tale da poter utilizzare le nuove tecnologie per le fonti rinnovabili laddove è più conveniente. Spiega la Bonino: “Potremo importare energia idroelettrica dai Balcani ed elettricità prodotta con il solare termodinamico in Nord Africa”. Infine, il governo chiede alla Commissione di definire con chiarezza cosa si intende per “incentivi” e “aiuti di Stato” a favore delle rinnovabili. Si tratta di una questione importante, sottolinea il ministro, “per evitare di finire in situazioni di infrazione” al diritto comunitario, che vieta in generale gli aiuti di Stato, ed essere perseguiti dalla Commissione. “Sollecitiamo dalla Commissione che su questo sia fatta chiarezza il più presto possibile”, ha poi concluso la Bonino.

Leggendo il testo integralmente se ne ricava anche la puntualizzazione di determinati indirizzi governativi e problematiche sin qui solo abbozzati: ad esempio riguardo l’orientamento a favorire per il futuro impianti eolici off-shore o i dubbi riguardo alla raggiungibilità degli obiettivi sui biocarburanti. Per quanto riguarda questi ultimi nota il governo che “per coprire il 10% dell’energia equivalente da biocombustibili (presupponendo l’introduzione della seconda generazione di biocarburanti), sarebbe necessario dedicare loro una superficie agricola pari a 5 milioni di ettari, pari al 16,7% dell’intera superficie territoriale del paese e al 60% circa della superficie attualmente coltivata a seminativi. Ricorrere alle importazioni è dunque inevitabile se vogliamo raggiungere un tale ambizioso obiettivo”.

 

(redazione AESS)

Il Position Paper del Governo italiano

http://www.politichecomunitarie.it/file_download/317