Eolico in USA e Cina, fotovoltaico dappertutto

Secondo un recente rapporto del Worldwatch Institute la Cina avrà investito, solo nel corso del 2007, circa 10 miliardi di dollari per l’incremento della capacità produttiva energetica da fonti rinnovabili, cifra che la pone al secondo posto al mondo, dopo la Germania. Questi ingenti investimenti dovrebbero consentire al colosso asiatico di arrivare al 2020 con un apporto delle rinnovabili pari al 15% di tutta l’energia consumata; non lontanissimo, dunque, dall’obiettivo UE del 20%. A trainare la crescita delle rinnovabili in Cina, oltre allo storico settore idroelettrico, c’è un settore eolico che è stato capace di raddoppiare la potenza installata nel corso del solo 2006.

L’energia prodotta dal vento, che fino a pochi anni addietro pareva appannaggio esclusivo dell’Europa, sta tirando parecchio anche negli Stati Uniti: con circa 4mila MW entrati in funzione nel corso del 2007, a fine anno avranno superato la Spagna in termini di potenza assoluta installata. Il solare prosegue intanto la sua corsa in tutto il mondo: secondo la banca di investimenti Usa Jefferies Group, la produzione dei pannelli fotovoltaici supportata dall’appoggio dei governi, soprattutto di Germania e Giappone, potrebbe raddoppiare già nei prossimi anni. Il mercato del fotovoltaico sta crescendo anche in Spagna, Italia e Grecia, grazie alle iniziative dei governi che guardano al sole come a un doppio strumento, contro i cambiamenti del clima e contro la dipendenza energetica. I sussidi sono necessari perchè l’energia solare è ancora piuttosto costosa rispetto alle fonti energetiche convenzionali come il carbone, ma i costi stanno scendendo del 5% all’anno e la parità, senza aiuti, è già una realtà in parte della California. Secondo le stime, paesi più assolati potrebbero raggiungere il breakeven entro cinque anni, la più nuvolosa Gran Bretagna entro il 2020. “A quel punto ci si può aspettare una crescita illimitata – ha spiegato il capo degli ingegneri di General Electric, Jim Lyons, in una conferenza stampa, riferendosi alla parità dei prezzi che si dovrebbe raggiungere negli Usa intorno al 2015.

 

(redazione AESS)