Imprese italiane sensibili all’efficienza energetica, l’11% ha già installato impianti a fonte rinnovabile

La crisi economica e l’emergenza ambientale spingono entrambe in direzione della diversificazione delle fonti energetiche. Non sfuggono a questa dinamica le imprese manifatturiere italiane, per le quali le spese in energia rappresentano mediamente il 7% del totale, ma con punte che in alcuni casi, come nel cartario, possono arrivare al 20%.

Una ricerca condotta per AssoIcim da 6DVision, Insintesi e Doxa ha valutato le misure adottate dalle aziende manifatturiere italiane proprio per ridurre i consumi energetici, facendo anche il punto sull’utilizzo delle energie da fonti rinnovabili all’interno di questo comparto. L’analisi è stata effettuata su un campione di 300 aziende manifatturiere con più di 50 addetti.

L’11% delle aziende ha già installato impianti per produrre energia da fonti rinnovabili mentre il 6% ha pianificato di installarli e il 61% ha valutato o almeno considerato la loro adozione.

Tra le imprese che hanno installato gli impianti, il livello di soddisfazione è veramente elevato: il 72%  dichiara infatti di essere molto soddisfatto. Tra le varie tipologie di energia rinnovabile emerge il fotovoltaico che è stato adottato, installato, pianificato, valutato o almeno considerato dal 60% dell’intero comparto esplorato.

La quasi totalità del campione ha preso in considerazione soluzioni per ridurre i costi e l’88% ha anche già fatto effettivamente qualcosa: l’opzione più gettonata (65%) è stata il risparmio “tout court”, conseguito con il cambio di fornitore. Ma sono stati perseguiti da molti anche il miglioramento dell’efficienza dei processi produttivi (dal 49%) e quella degli edifici (34%). La scelta di installare impianti per produrre autonomamente energia da fonti rinnovabili è stata invece sposata dall’11% delle aziende: nella maggior parte dei casi si tratta di fotovoltaico (6% del campione), seguito da biomasse (3%) e solare termico (1,3%), mentre l’energia geotermica e il microeolico sono ancora praticamente assenti.

Non è tantissimo ma bisogna considerare che il processo si è concretizzato in appena 16 mesi, fatto che fa presupporre ottime opportunità, anche per le aziende fornitrici coinvolte, per il prossimo futuro.

 

(fonte: energia24)

 

La ricerca Assoicim – L’industria manifatturiera e le energie rinnovabili