Installare i pannelli fotovoltaici

La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare direttamente la luce solare in energia elettrica. Essa sfrutta il cosiddetto effetto fotovoltaico, basato sulla proprietà di alcuni materiali semiconduttori di generare elettricità se colpiti dalla radiazione solare, senza l'uso di alcun combustibile.
 
Il dispositivo elementare capace di convertire la radiazione solare in corrente elettrica è la cella fotovoltaica, costituita da una sottile fetta di materiale semiconduttore, molto spesso silicio, opportunamente trattata. Le celle fotovolt
aiche vengono collegate fra di loro per costituire il modulo fotovoltaico e i moduli possono essere combinati insieme per
costruire l’impianto fotovoltaico.

Più alto è il numero di moduli impiegati e maggiore è la potenza dell’impianto che, in generale, va dai pochi kW degli impianti domestici, fino a diversi MW soprattutto nel caso di impianti installati direttamente a terra. L’energia prodotta, per poter essere utilizzata, necessita di essere convertita da corrente continua a corrente alternata e di questo si occupa un componente del sistema fotovoltaico, detto inverter.
 
Un impianto fotovoltaico produce elettricità per 20-25 anni,
con poche necessità di manutenzione e un’ottima resistenza
agli agenti
atmosferici.
 
Alle nostre latitudini l’orientamento (azimut) ideale dei pannelli è in direzione sud, con inclinazione (tilt) di 30° rispetto al suolo, mentre ogni kW di potenza nominale installata (potenza di picco) produce circa 1.100 kWh/anno di energia elettrica. Prima di installare un impianto è comunque necessario far verificare da un tecnico lo stato del tetto e gli eventuali problemi di ombreggiamento, eseguendo le opportune simulazioni, mediante l’utilizzo di appositi applicativi informatici, su eventuali perdite di producibilità.
 

 Gli impianti si dividono tra impianti isolati (stand alone), che inviano cioè l’energia prodotta a una sola utenza e impianti in grado di scambiare energia anche con la rete elettrica (grid connected). Oggi quasi tutti gli impianti che non si trovino in contesti di assoluto isolamento sono connessi alla rete elettrica, perché in questo modo è possibile ricevere un rimborso economico, entro certi limiti, per tutta l’energia che l’impianto immette in rete (c.d. “Scambio sul posto”). Per fare questo è necessario stipulare una convenzione con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
 
Un impianto domestico è tanto più conveniente quanto più l’utente riesce ad autoconsumare direttamente l’energia che produce. Questo perché il beneficio costituito dal mancato acquisto di energia elettrica è superiore al
l’introito che si ricava immettendo l’energia in rete. Attualmente è possibile anche per gli impianti grid connected installare accumulatori, solitamente al piombo o al litio, che conservino l’energia prodotta nelle ore diurne per poterla utilizzare nelle ore serali o comunque nei momenti di mancata produzione.
 
Considerando gli attuali costi del fotovoltaico e dell’elettricità, usufruendo della detrazione fiscale IRPEF del 50% dei costi sostenuti, è possibile stimare che un impianto domestico si ripaghi mediamente in 7-9 anni.


Incentivo disponibile
Detrazione fiscale per la ristrutturazione edilizia (50%)

 
Autorizzazioni necessarie

Edilizia libera nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia