Nuovo regime autorizzativo per il Biogas

Con deliberazione della giunta regionale 26 luglio 2010, n.1198, pubblicata nel Bur del 19 ottobre, la Regione ha sintetizzato, in un unico testo di riferimento, il complesso e frammentato quadro normativo che regola la produzione di energia elettrica da biogas.

Da sottolineare innanzitutto il fatto che la delibera regionale fa esplicito riferimento alle Linee guida nazionali, seppur nella loro versione provvisoria, così come approvata dalla Conferenza Unificata l’8 luglio 2010, che però non differisce molto dalla versione definitiva (Dm 10 settembre 2010).

E proprio sulla scia delle Linee guida nazionali, la delibera descrive nel dettaglio i diversi regimi autorizzativi previsti per gli impianti a biogas, a seconda della taglia, dell’assetto (cogenerativo o meno) e soprattutto della tipologia di biomassa utilizzata.

Ad esempio, si ricorda che gli impianti di microcogenerazione (fino a 50 kWe) alimentati a biomasse non contenenti rifiuti “sono considerati attività ad edilizia libera e sono realizzati previa mera comunicazione dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’amministrazione comunale”. La delibera specifica anche i casi in cui per l’autorizzazione dell’impianto, qualora questo tratti biomasse contenenti rifiuti, è richiesta documentazione aggiuntiva o il passaggio al più compleso regime di autorizzazione unica.

Discorso analogo per gli impianti cogenerativi a biogas “con capacità di generazione elettrica inferiore o uguale ad 1 MWe ovvero di potenza termica nominale inferiore a 3 MWt”, cosiddetti di “piccola cogenerazione”. Riprendendo anche in questo caso le Linee guida nazionali, che si rifanno a loro volta alle semplificazioni introdotte dalla Legge 99/2009, la delibera ribadisce come questi impianti siano assoggetati a Dia/Scia. Una condizione indispensabile, però, è che le biomasse utilizzate provengano da sostanze qualificabili come “sottoprodotti” e siano dunque escluse dalla disciplina dei rifiuti.

(fonte: nextville.it)

La DGR n. 1198/2010