Pellet: i problemi di un boom

Nell´imminenza dell´apertura di Interpellets 2008, la più importante fiera europea del settore che si terrà a Stoccarda, si evidenzia una forte espansione dei consumi tedeschi e italiani di questo prodotto. Le industrie tedesche toccheranno quest´anno i 2,2 milioni di tonnellate di produzione, il doppio dell’anno scorso mentre, secondo i dati forniti dall´Associazione Italiana Energie Agroforestali (AIEL), il nostro paese costituisce oggi il mercato europeo più importante per le stufe a pellet, con oltre 800.000 unità installate.
Minor successo ha avuto invece fino ad ora l´impiego di caldaie, confinate sul nostro territorio intorno alle 1000 unità. Quello del pellet, in Italia, è un mercato ancora molto giovane, che negli ultimi anni ha vissuto un costante boom, crescendo tra il 2003 e il 2007 di oltre il 400%. Uno sviluppo impetuoso, accompagnato però da pesanti squilibri nel rapporto tra domanda e offerta: a seguito della prima ondata di installazioni di stufe, verificatasi nel 2005-2006, si è prodotta una carenza di offerta di combustibile che ha portato i prezzi a crescere del 54% nella stagione termica 2006-2007. A questa crisi è seguita, nel 2008, quella opposta di una sovrapproduzione che ha fatto crollare i costi del materiale all´ingrosso fino a 130 ‚¬/tonn, mettendo in grave difficoltà molti fornitori nazionali. Secondo AIEL la stabilizzazione e lo sviluppo del mercato europeo passano attraverso la collaborazione tra tutti gli attori in campo e la crescita del livello qualitativo e tecnologico del settore.

(redazione AESS)

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