Progetto Cisa – BO 110

E' il progetto che ha dato il via all'attività di CISA nel 2005. Grazie ai fondi strutturali europei Obiettivo 2, Asse 2 – misura 2.2. "Valorizzazione della risorsa montagna" il progetto è nato per finanziare, in particolare, interventi finalizzati al rafforzamento delle basi e della diffusione della conoscenza scientifica e tecnologica nelle sue applicazioni verso il tessuto produttivo e socio-economico.
Cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna e la Fondazione Carisbo, il progetto si è concentrato prevalentemente sulla realizzazione di impianti tecnologici e su studi di fattibilità, e sulla ricerca nel settore delle biomasse sia per quanto riguarda gli assorbomenti di CO2 da parte del bosco che sui quantitativi di legname presente nei boschi dell'Appennino utilizzabile a fini energetici con un utilizzo sostenibile della risorsa.

Il CISA, nei Comuni Obiettivo 2 dell'Appennino bolognese, ha progettato e concretizzato esperienze pilota ad alto contenuto di innovazione, tramite la realizzazione di impianti tecnologici sperimentali ed integrati. Si è perseguito l'obiettivo di far nascere il DISTRETTO dell'ENERGIA SOSTENIBILE APPENNINO BOLOGNESE (DESAB), ovvero di creare un contesto in cui si svolgessero pratiche di eccellenza sul piano ambientale a partire dai temi di energie rinnovabili e di bioedilizia. Impianti realizzati:

Il Centro Civico – Centro Anziani di Porretta Terme: un progetto geotermico solare
L'impianto a biomassa del centro visite del parco dei laghi di Suviana e Brasimone
L'impianto idroelettrico di Panigale (Lizzano in Belvedere)
L'impianto minieolico di Castel del Rio
L'impianto biomassa di Castiglione dei Pepoli

 

Il ciclo del carbonio nei boschi dell'appennino bolognese

Il CISA ha avviato una linea di ricerca volta a sviluppare un Modello di calcolo, su supporto GIS, di CO2 nei boschi dell'Appennino bolognese e disponibilità di biomassa, in un contesto ove la produzione di energia e di riscaldamento dal legno viene vista come un sistema integrato e radicato nel territorio per l'utilizzo di risorse locali attualmente poco valorizzate, nel pieno rispetto degli impegni sanciti nel Protocollo di Kyoto.

Lo scopo è la realizzazione di un modello di calcolo basato su supporto GIS, relativo ai comuni Obiettivo 2 dell'appennino bolognese, in grado di produrre stime, sia medie sia riferite a specifiche porzioni di territorio, del quantitativo assoluto e delle variazioni di CO2 assorbita dai boschi (sink del Protocollo di Kyoto), nonché del quantitativo di biomassa prelevabile in funzione di differenti metodi e criteri di gestione forestale e delle infrastrutture di viabilità. Tale modello vuole essere uno strumento utilizzato direttamente dagli amministratori per definire in relazione ad una data porzione di bosco la quantità di biomassa prelevabile nell'ambito di una strategia di gestione sostenibile. Inoltre, deve mettere in grado gli amministratori stessi di individuare l'area di prelievo necessaria al funzionamento di un impianto a biomasse determinando allo stesso tempo il bilancio complessivo di CO2 (con le emissioni prodotte durante la fase di trasporto, taglio, condizionamento, ecc…).

Il lavoro si fonda, con la firma di una convenzione tra il CISA ed il Cosea Consorzio, sull'estensione ed implementazione del progetto INMR-COSEA sull'"Utilizzazione integrata delle biomasse nell'Appennino tosco-emiliano". In un secondo momento, si intendeva procedere alla realizzazione di un modello informatico per la gestione sostenibile dei boschi finalizzato a semplificare le procedure di autorizzazione, di controllo e di gestione in un'area campione della Valle del Reno.
Questa fase del lavoro si è sviluppata a partire dai dati resi disponibili, in virtù di un apposito accordo quadro stipulato con il CISA, dalla Comunità Montana dell'Alta e Media Valle del Reno.

Il Contatore di emissioni e di assorbimento di CO2 del CISA mira a fornire una stima del bilancio di biossido di carbonio, il principale gas ad effetto serra, per ognuno dei Comuni Obiettivo 2 dell'Appennino Bolognese. Lo studio Mappatura delle fonti di energia rinnovabile nell'Appennino bolognese consente di comprendere ed evidenziare il ruolo centrale di tali fonti nell'ambito della strategia di abbattimento delle emissioni di CO2.

A complemento degli interventi concreti, CISA ha svolto specifica attività di ricerca e realizzazione progetti, sia esecutivi sia di fattibilità, replicabili e di facile gestione, per il trasferimento di tecnologie nelle aree interessate con particolare riferimento a soluzioni integrate tra singole tecnologie e specifiche modalità applicative. CISA ha avuto come obiettivo quello di proporre, ed ove possibile realizzare, sistemi tecnologici per il risparmio energetico e la produzione di energia rinnovabile, nonché diffondere buone pratiche per la gestione sostenibile e la valorizzazione delle risorse naturali del territorio appenninico (corsi d'acqua, vento, boschi, acque termali, calore dal sottosuolo).

Studi di fattibilità del CISA

Sono stati realizzati studi di fattibilità sia su singoli impianti/edifici sia per interventi più complessi ed integrati. Tali studi si sono inseriti in una più ampia attività di ricerca che ha portato alla realizzazione di una banca dati, fotografia dell'esistente ad oggi in materia di energie rinnovabili sul territorio e scenario per le condizioni di sviluppo futuro, a disposizione delle amministrazioni pubbliche locali e dei professionisti, di quei cittadini sensibili alle tematiche del risparmio energetico, piuttosto che per attività di ESCO.
Il CISA ha sviluppato studi di pre-fattibilita e fattibilità relativi:

• MINI IDROELETTRICO
• BIOMASSA DA BOSCO
• BIOEDILIZIA
• STUDI PER BILANCI ENERGETICI LOCALI

NUOVA SEDE DEL PARCO REGIONALE CORNO ALLE SCALE