Rapporto IPCC conferma: rivoluzione energetica o disastro globale

Se si vuole mantenere l’aumento della temperatura media del pianeta fra i 2 e i 2,4 gradi centigradi le emissioni mondiali di gas serra devono decrescere a partire dal 2015. Il passo successivo è di ridurle del 50-85% rispetto ai valori attuali entro il 2050. E’ questo uno dei punti chiavi del rapporto di sintesi che i 400 delegati, provenienti da 120 Paesi, del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), riuniti a Bangkok in Thailandia, hanno concordato.

Un testo sulle “Misure di attenuazione” del riscaldamento della Terra destinato ai politici incaricati di prendere le decisioni in materia che se sarà compreso e raccolto, potrebbe essere il propulsore di una rivoluzione energetica e industriale a livello mondiale. L’Ipcc, con la terza e ultima parte del quarto rapporto, ha comunicato che i prossimi 20-30 anni saranno determinanti per attenuare il riscaldamento del Pianeta e per avere la possibilità di raggiungere livelli più bassi di stabilizzazione delle emissioni di gas serra. Secondo il documento Ipcc stabilizzare le emissioni al 2030 potrebbe comportare un costo compreso tra lo 0,2% e il 3% del Pil mondiale, meno dello 0,1% all’anno. Il rapporto tuttavia non fornisce una valutazione dei costi legati all’inattività, che però lo scorso ottobre il “Rapporto Stern” del governo britannico aveva stimato intorno al 20%.

Spaziando nell’orizzonte temporale al 2030, si conferma il ruolo centrale delle misure sull’efficienza energetica in grado di portare i maggiori tagli con i minori costi (in molti casi con un vantaggio economico). La sorpresa viene dalla produzione elettrica da fonti rinnovabili che potrebbe passare dal 18% al 30-35% in presenza di un costo della CO2 di 50 $/t. Allo stesso prezzo dell’anidride carbonica il nucleare incrementerebbe solo di poco, dall’attuale 16% al 18%, la propria quota. Anche il sequestro dell’anidride carbonica al 2030 darebbe un contributo limitato. Allungando la valutazione alla fine del secolo si evidenzia come efficienza, rinnovabili e sequestro del carbonio siano le tre aree che presentano maggiori potenzialità di riduzione.

Il rapporto riconosce che le tecnologie e le misure politiche e tecniche (incentivi, regolamentazioni, ricerca e sviluppo, informazione, ecc.) per raggiungere i tagli necessari sono già disponibili e maturi, quindi non ci esistono più scuse per eventuali ritardi che potranno provocare invece gravissimi impatti per l’ambiente e per l’economia mondiale. Tra le varie misure indicate viene evidenziata la tassazione per le emissioni come un modo efficiente di internalizzare i costi dell’anidride carbonica e degli altri gas serra.

 

(fonte: Qualenergia)

La sintesi della terza parte del rapporto IPCC (in inglese)
http://www.ipcc.ch/SPM040507.pdf