Toscana, presentato il progetto “Olio vegetale puro”

Utilizzare olio vegetale puro anzichè biodiesel per alimentare motori e turbine opportunamente adattati: è questa l’idea base del progetto Voice (Vegetable oil initiative for a cleaner environment) o progetto “Olio vegetale puro’, presentato dal professor David Chiaramonti del Crear (Centro interdipartimentale di ricerca e energie alternative e rinnovabili dell’Università degli Studi di Firenze).

Chiaramonti si è soffermato sui vantaggi dell’utilizzo dell’olio vegetale puro rispetto al biodiesel: «Uno dei principali vantaggi dell’utilizzo dell’olio puro è quello di poter essere prodotto ed utilizzato in loco dagli agricoltori, realizzando la cosiddetta “filiera corta”. Con il biodiesel, vista la complessità del processo, gli agricoltori partecipano a questa filiera solamente come fornitori, sostenendo la concorrenza di oleaginose provenienti da paesi quali Malesia, dove la materia prima, ad esempio olio di palma, viene prodotta a costi decisamente inferiori rispetto a quelli europei e nazionali ma senza alcun controllo sulla sostenibilità della coltivazione stessa».

Il progetto, della durata di tre anni, in concreto vedrà la coltivazione di numerosi ettari del territorio toscano a girasole alto oleico, sperimentando diverse varietà e tecniche colturali. Le fasi di meccanizzazione saranno analizzate al fine di ottenere il miglior rapporto costi / benefici.

Verranno poi sperimentate e confrontate attentamente sia forme di estrazione decentralizzate (a livello di azienda agricola o consorzio) che centralizzate (in impianti agroindustriali) dato che la fase di produzione dell’olio rappresenta un elemento cruciale per la qualità del prodotto e per la sua compatibilità con gli impianti. Sarà poi analizzato il mercato del sottoprodotto (panello proteico o farina che rappresenta anche il 65% del prodotto complessivo) della fase di estrazione dell’olio.

Da un punto di vista impiantistico il progetto vedrà la conversione ed il collaudo sia di motori diesel cogenerativi di micro (5 kWe) e piccola (50-100 kWe) taglia, che microturbine e micro-motori Stirling. Sarà infine verificata anche la possibilità di generare calore per alimentare serre o scuole tramite la conversione ed il collaudo di un certo numero di impianti.

(fonte: Greenreport)

Utilizzare olio vegetale puro anzichè biodiesel per alimentare motori e turbine opportunamente adattati: è questa l’idea base del progetto Voice (Vegetable oil initiative for a cleaner environment) o progetto “Olio vegetale puro’, presentato dal professor David Chiaramonti del Crear (Centro interdipartimentale di ricerca e energie alternative e rinnovabili dell’Università degli Studi di Firenze).

Chiaramonti si è soffermato sui vantaggi dell’utilizzo dell’olio vegetale puro rispetto al biodiesel: «Uno dei principali vantaggi dell’utilizzo dell’olio puro è quello di poter essere prodotto ed utilizzato in loco dagli agricoltori, realizzando la cosiddetta “filiera corta”. Con il biodiesel, vista la complessità del processo, gli agricoltori partecipano a questa filiera solamente come fornitori, sostenendo la concorrenza di oleaginose provenienti da paesi quali Malesia, dove la materia prima, ad esempio olio di palma, viene prodotta a costi decisamente inferiori rispetto a quelli europei e nazionali ma senza alcun controllo sulla sostenibilità della coltivazione stessa».

Il progetto, della durata di tre anni, in concreto vedrà la coltivazione di numerosi ettari del territorio toscano a girasole alto oleico, sperimentando diverse varietà e tecniche colturali. Le fasi di meccanizzazione saranno analizzate al fine di ottenere il miglior rapporto costi / benefici.

Verranno poi sperimentate e confrontate attentamente sia forme di estrazione decentralizzate (a livello di azienda agricola o consorzio) che centralizzate (in impianti agroindustriali) dato che la fase di produzione dell’olio rappresenta un elemento cruciale per la qualità del prodotto e per la sua compatibilità con gli impianti. Sarà poi analizzato il mercato del sottoprodotto (panello proteico o farina che rappresenta anche il 65% del prodotto complessivo) della fase di estrazione dell’olio.

Da un punto di vista impiantistico il progetto vedrà la conversione ed il collaudo sia di motori diesel cogenerativi di micro (5 kWe) e piccola (50-100 kWe) taglia, che microturbine e micro-motori Stirling. Sarà infine verificata anche la possibilità di generare calore per alimentare serre o scuole tramite la conversione ed il collaudo di un certo numero di impianti.

(fonte: Greenreport)