Toscana: si’ ai distretti energetici ad alta efficienza, no all’olio di palma

La Regione Toscana stanzia cinque milioni di euro per realizzare 568 alloggi a risparmio energetico dislocati in sedici Comuni. Si tratta dei cosiddetti Distretti energetici abitativi, insediamenti ad altissima efficienza, capaci di far risparmiare ad ogni famiglia oltre 500 euro all’anno sulla bolletta energetica, e in grado di ridurre di oltre la metà i consumi e le emissioni di gas serra in atmosfera. Complessivamente saranno 48.200 i metri quadrati di abitazioni realizzati con i nuovi accorgimenti, il cui costo medio si aggira sugli 8.800 euro per unità abitativa. Ogni amministrazione dovrà ultimarne la realizzazione entro la fine del 2010.

“I consumi di energia delle famiglie ” dichiara l’assessore all’energia, Annarita Bramerini ” rappresentano circa un terzo del totale di quelli toscani. Per questo è importante che la buona pratica dei distretti energetici abitativi si diffonda e diventi quella prevalente nella realizzazione dei nuovi insediamenti. Soltanto così avremo davvero una Toscana più sostenibile e meno energivora”.
Dal confronto tra i consumi di un’abitazione priva di interventi migliorativi ed una energeticamente adeguata emerge che per la prima sono necessari 71 kWh al metro quadro all’anno, per la seconda il fabbisogno energetico scende a 33.

E’ stata invece votata all’unanimità dal Consiglio regionale una moratoria sulle autorizzazioni e i lavori per la costruzione di impianti energetici alimentati con oli vegetali da “filiera lunga’, che provengono principalmente da Malesia ed Indonesia. Il documento impegna inoltre la Giunta a sollecitare il Governo nazionale a disincentivare il ricorso ad oli vegetali da deforestazione e favorire invece la “filiera corta’, con un raggio di conferimento inferiore ai 70 chilometri. Nel testo si ricorda, fra l’altro, che l’impianto a olio di palma previsto a Piombino avrebbe bisogno di circa 60.000 tonnellate di materia prima, pari a circa 6.000 ettari di coltivazione, per produrre meno dell’1% del fabbisogno toscano di energia elettrica.

(redazione AESS)